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Lucio Anneo SENECA

Oannes - L'uomo pesce che diede l'avvio alla civiltà in Mesopotamia.

OANNES, L'UOMO-PESCE CHE DETTE L'AVVIO ALLA CIVILTA' IN MESOPOTAMIA

L'astronomo Berosso (350 a.C – 270 a.C.), sacerdote del dio babilonese Marduk, scrisse in greco una "Storia di Babilonia" in tre volumi, purtroppo andata persa.
Di quest'opera si conoscono però alcuni frammenti, riportati da altri autori quali i greci Abideno e Alessandro Cornelio Poliistore.
In questi frammenti assume un particolare rilievo la storia del dio pesce Oannes e di altri saggi uomini pesce, che avrebbero dato l'avvio alla civiltà umana in Mesopotamia.
Secondo il racconto di Berosso, Oannes sarebbe stato colui che avrebbe insegnato agli uomini la civiltà, le scienze, le lettere e le arti prima del diluvio universale.
Così Berosso desrive il dio Oannes: Venuto dal mare Eritreo (probabilmente il Mar Rosso), uscito da un uovo primitivo, aveva due teste: quella d'uomo era situata sotto quella di pesce. Alla sua coda di pesce erano uniti due piedi d'uomo del quale aveva la voce e la parola. I piedi erano palmati come le mani. Era munito di branchie, ma poteva respirare anche all'aria con i polmoni, ma il suo ambiente naturale era l'acqua. Egli insegnò agli uomini ad esercitare le arti, coltivare i campi, innalzare templi, edificare città, istituire leggi, fissare i campi con sicure regole, seminare e a raccogliere grani e frutti. La sua natura era anfibia : tutte le notti si ritirava in mare, dove restava immerso nelle profondità fino al mattino successivo.
Da un altro frammento dell'opera di Berosso si evince che comparvero altri esseri simili a Oannes, ma tutti i dettagli su questi personaggi sono andati perduti.
La menzione questi esseri sembra però strettamente collegata al mito babilonese dei "sette sapienti" (da non confondere con l'analogo mito greco).
Questi esseri antidiluviani creati dal dio Enki erano denominati Apkallu. Anche questi personaggi erano descritti come "uomini pesce" e potrebbe trattarsi dei "collaboratori" di Oannes dei quali fa cenno Berosso.
Si tratta di un mito, ma, come tutti i miti, potrebbe avere un fondamento di verità. Lasciamo alla fantasia del lettore eventuali interpretazioni razionali di questo racconto.